Making my way

Scared of losing all the time he wrote it in a Blog.

it was 20 years ago today

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Quando è caduto il muro di berlino andavo in prima elementare, cosa vuoi che ne capisca un bambino di 6 anni della guerra fredda e di un muro che cade.

Per me la caduta del muro è mia mamma che torna tardi da scuola e mi trova davanti alla tv che dice che la gente sta passando attraverso i checkpoint, che sono tutti alla porta di brandeburgo, che le frontiere sono aperte, che la gente vuole buttarlo giù ma ancora non è ufficiale niente.

Per me la caduta del muro sono le lacrime di mia mamma e la sua frase “bambini, guardate, questo è un momento storico. Stiamo vivendo la storia!”.

Per me la caduta del muro sono una serata a guardare atlanti e cartine, e mia mamma che disegna il muro di berlino su una minuscola mappa con l’unghia del pollice.

In quel giorno troppo grande per essere capito da una mente di bambino che non concepisce che delle persone fossero divise da un muro, io ho capito che la storia non era studiare gente morta di migliaia di anni fa, ma che era una cosa che potevamo fare noi, che ci vivevamo dentro, che potevamo cambiarla se volevamo.

 

Written by Marco Bonomo

Novembre 9, 2009 alle 2:32 pm

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paure assurde che uno adesso ci ride sopra, ma da piccoli, che paura!

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Quando si è bambini è normale avere paura, vuoi perchè si è facilmente impressionabili, vuoi perchè si è degli abbocconi, tant’è che cose comunissime mettono una paura della madonna. Di tutte le paure, di cui non starò qua a farvi un elenco, quella più comune è la soffitta. Il vostro, qui, non faceva eccezione.

Io quando c’era da andare in soffitta per prendere o portare qualcosa ero una versione nana di Bolt, 20 secondi per andare e tornare, cosa che ovviamente portava i miei genitori ad affidare sempre a me qualsiasi compito riguardante quel luogo sinistro.

La soffitta in sè, in realtà, non mi faceva nessuna paura. Era cosa (o chi!) ci potevo trovare dentro. Ogni bambino, impressionato da una storia o da un film ha qualche mostro che gli fa particolarmente paura. C’è l’uomo nero, il babau, un qualche mostro qualsiasi descritto da un cugggino sadico. Io no, io bambino aspirante nerd di questi mostri nazional popolari non avevo paura, io me la facevo sotto con Darth Vader (anzi, Lord Fener si chiama in Italia).

Capiamoci. Io guerre stellari e tutta la trilogia originale l’avevo vista tipo 30 volte, e mica mi faceva paura. Ma la scena ne “l’impero colpisce ancora” con Luke nella grotta che incontra Vader e lo decapita, beh, mi era rimasta in testa. E così, da giovana padawan, aspettavo il momento in cui Vader mi sarebbe comparso per sfidarmi a singolar tenzone, o anche solo per farmi cagare addosso.

Written by Marco Bonomo

Ottobre 11, 2009 alle 3:34 am

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detti popolari che la gggente ha storpiato e usa a cazzo di cane (cit.)

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Matteo Bordone ha da tempo intrapreso una crociata contro l’uso ad minchiam della citazione latina “deus ex machina”.
Io, nel mio piccolo, ne ho intrapresa tempo fa un’altra riguardo un detto abbastanza comune: “Piantare in asso”.

Cosa vuol dire “piantare in asso”? Un cazzo vuol dire, ecco.

Il detto originale, nonchè corretto, è “Piantare in Nasso”. Deriva dalla famosa storia di Teseo, Arianna, il labirinto, il minotauro, il filo.
Lungo la strada del ritorno da Creta il buon Teseo,  che inizialmente si era portato con sè la bella Arianna, decide di lasciarla indietro (piantarla) nell’isola di Nasso per poi fare vela su Atene (c’è anche tutta una storia sulla vela, ma ve la racconto la prossima volta).

Per questo, quando qualcuno vi dirà sì e poi invece si inventerà una scusa qualsiasi e vi lascerà nella merda voi direte correttamente: “ma mi pianti in Nasso così?”.

Written by Marco Bonomo

Ottobre 7, 2009 alle 2:06 am

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eterni ritorni che fanno paura.

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Io non ho niente contro i ritorni di moda.
Per dire, apprezzo molto che in questo decennio siano tornati di moda gli anni 80 (anche se, bisogna dirlo, certe cose  si potevano evitare tranquillamente).

Ho però il terrore che ritornino gli anni 90 in un futuro prossimo. I maglioni di ciniglia e le camicie a quadrettoni aperte sopra una t-shirt bianca. Non so se ho il coraggio di sopportarli ancora una volta.

Written by Marco Bonomo

Ottobre 6, 2009 alle 11:48 am

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la stagione delle stagioni

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Arriva, piano piano, l’autunno e porta con se l’inizio delle nuove stagioni delle serie tv che seguo regolarmente.
Già il fatto che parli al plurale dovrebbe far capire che ne seguo più di una, chi mi segue da tempo dovrebbe saperlo, per i nuovi, lo ribadisco non senza vergogna: sono 18. Diciotto.

Alcune sono finite con somma tristezza (battlestar galactica), altre nuove mi hanno appassionato (Hung, Lie To Me, Defying Gravity), alcune forse non supereranno la prova della nuova stagione (90210), altre ancora mi incolleranno al video come sempre (How I Met Your Mother, The Big Bang Theory, Heroes, Fringe), infine alcune fanno ben sperare visti i precedenti (Caprica), fatto stà che ci vuole un grande impegno e un’organizzazione meticolosa per riuscire a rimanere al passo.

Se volete entrare nel mondo delle serie tv in lingua originale (io le guardo senza sottotitoli, ma se non ce la fate subsfactory e itasa fanno un lavoro immenso) vi consiglio di cuore eztv, è una vera manna per gli appassionati, registrandovi potete anche creare una lista delle vostre serie e scaricare i torrent appena sfornati. Lo so che ci sono gli streaming e megavideo e tutte quelle cose li, ma l’idea di poter vedere solo 72 minuti alla volta mi sconforta.

Ora bando alle cancie e via con la lista che stavate aspettando:

90210, The big bang theory, Californication, Caprica, Chuck, Defying Gravity (ABC l’ha cancellata, ma confido tornerà), Dexter, Dirty Sexy Money, Fringe, Gossip Girl, Grey’s Anatomy, Heroes, House, How I met your mother, Hung, Lie to me, Lost, Weeds)

NB: in corsivo le serie con cui non sono in pari con il broadcasting americano.

di quella volta che il magrebino mi ha fregato l’accendino

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Che mi ha tenuto per un braccio per venti minuti. E me la son messa via.
Che  mi ha dato della “merdaccia”. E me la son messa via.
Che voleva l’accendino per fumarsi una canna e gliel’ho dato. E me la son messa via.

Che ha tirato un porcone. E gli ho risposto “senti, ma bestemmia il tuo dio, non il mio”.

Written by Marco Bonomo

Agosto 25, 2009 alle 2:46 am

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particolari che solo un occhio veramente nerd potrebbe notare

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O, per così dire, incongruenze che ho notato negli ultimi film che ho visto e di cui voi non vi sareste mai accorti .

Ne “La ricerca della felicità” Chris Garter alias Will Smith risolve un cubo di rubik con l’algoritmo a strati. Poco prima di terminare la risoluzione però, il cubo si presenta in una posizione difficilmente raggiungibile seguendo il metodo a strati. L’ultima faccia ha gli angoli correttamente flippati ma la croce è sbagliata.

[continua nelle prossime puntate]


Written by Marco Bonomo

Agosto 19, 2009 alle 4:51 pm

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vedo la gente morta (ma che ancora non lo sa).

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Gente che, mentre fai un lavoro con trapani e cacciaviti, si intromette con commenti da umarell sull’allineamento dell’oggetto da avvitare, ignorando la buona pratica (che ovviamente tu stai seguendo) di puntare prima tutte le viti e poi chiuderle solamente alla fine.

Gente che si lamenta della musica che esce dal tuo iPod attaccato alle casse, dopo che tu, unico a portare una fonte di musica con le batterie cariche, sei stato sveglio la notte prima per caricarci una decorosa selezione tratta da “The Rolling Stones Magazine 500 Greatest Songs Of All Time” giusto per far contenti un po’ tutti.

Gente che “andiamo al blockbuster” dopo che tu, unico pirla, hai portato la tua intera collezione di film in divx.

Written by Marco Bonomo

Agosto 17, 2009 alle 11:25 pm

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