Making my way

Scared of losing all the time he wrote it in a Blog.

Archive for Ottobre 2009

paure assurde che uno adesso ci ride sopra, ma da piccoli, che paura!

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Quando si è bambini è normale avere paura, vuoi perchè si è facilmente impressionabili, vuoi perchè si è degli abbocconi, tant’è che cose comunissime mettono una paura della madonna. Di tutte le paure, di cui non starò qua a farvi un elenco, quella più comune è la soffitta. Il vostro, qui, non faceva eccezione.

Io quando c’era da andare in soffitta per prendere o portare qualcosa ero una versione nana di Bolt, 20 secondi per andare e tornare, cosa che ovviamente portava i miei genitori ad affidare sempre a me qualsiasi compito riguardante quel luogo sinistro.

La soffitta in sè, in realtà, non mi faceva nessuna paura. Era cosa (o chi!) ci potevo trovare dentro. Ogni bambino, impressionato da una storia o da un film ha qualche mostro che gli fa particolarmente paura. C’è l’uomo nero, il babau, un qualche mostro qualsiasi descritto da un cugggino sadico. Io no, io bambino aspirante nerd di questi mostri nazional popolari non avevo paura, io me la facevo sotto con Darth Vader (anzi, Lord Fener si chiama in Italia).

Capiamoci. Io guerre stellari e tutta la trilogia originale l’avevo vista tipo 30 volte, e mica mi faceva paura. Ma la scena ne “l’impero colpisce ancora” con Luke nella grotta che incontra Vader e lo decapita, beh, mi era rimasta in testa. E così, da giovana padawan, aspettavo il momento in cui Vader mi sarebbe comparso per sfidarmi a singolar tenzone, o anche solo per farmi cagare addosso.

Written by Marco Bonomo

Ottobre 11, 2009 alle 3:34 am

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detti popolari che la gggente ha storpiato e usa a cazzo di cane (cit.)

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Matteo Bordone ha da tempo intrapreso una crociata contro l’uso ad minchiam della citazione latina “deus ex machina”.
Io, nel mio piccolo, ne ho intrapresa tempo fa un’altra riguardo un detto abbastanza comune: “Piantare in asso”.

Cosa vuol dire “piantare in asso”? Un cazzo vuol dire, ecco.

Il detto originale, nonchè corretto, è “Piantare in Nasso”. Deriva dalla famosa storia di Teseo, Arianna, il labirinto, il minotauro, il filo.
Lungo la strada del ritorno da Creta il buon Teseo,  che inizialmente si era portato con sè la bella Arianna, decide di lasciarla indietro (piantarla) nell’isola di Nasso per poi fare vela su Atene (c’è anche tutta una storia sulla vela, ma ve la racconto la prossima volta).

Per questo, quando qualcuno vi dirà sì e poi invece si inventerà una scusa qualsiasi e vi lascerà nella merda voi direte correttamente: “ma mi pianti in Nasso così?”.

Written by Marco Bonomo

Ottobre 7, 2009 alle 2:06 am

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eterni ritorni che fanno paura.

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Io non ho niente contro i ritorni di moda.
Per dire, apprezzo molto che in questo decennio siano tornati di moda gli anni 80 (anche se, bisogna dirlo, certe cose  si potevano evitare tranquillamente).

Ho però il terrore che ritornino gli anni 90 in un futuro prossimo. I maglioni di ciniglia e le camicie a quadrettoni aperte sopra una t-shirt bianca. Non so se ho il coraggio di sopportarli ancora una volta.

Written by Marco Bonomo

Ottobre 6, 2009 alle 11:48 am

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