cose che portano a una profonda riflessione sul senso della propria vita
La mia storia sentimentale più longeva è durata un anno e dieci mesi.
Questo blog ha compiuto due anni in questi giorni, il che dovrebbe aiutare a farvi un’idea abbastanza precisa sul tenutario qui.
Risposte che la vita mi ha insegnato e che potrebbero essere utili alla sopravvivenza del genere maschile
Domanda: Come sto vestita così?
Risposta: Bene.
Domanda: Questi jeans mi fanno il culone?
Risposta: No.
Domanda: Questo vestito mi fa sembrare senza fianchi?
Risposta: No.
Domanda: Quali di queste scarpe metto?
Risposta: (evitate pareri personali e scegliete quelle che si abbinano alla cintura. Perchè. c’è. sempre. una. cintura.) Quelle.
NB: Qualunque tipo di tentennamento, qualsiasi verso tipo “beh, mah, boh” genererà in loro insicurezza, che sfocerà in una crisi che le porterà a cambiare canotta/camicia/maglietta, questo porterà ad un cambio di jeans/gonna/quelcheè, che porterà a un cambio di scarpe. E voi sarete punto e a capo.
PS: Evitate i pareri personali, che tanto mediamente non interessano e sono anche fatti da ignoranti. Evitate anche le battute tipo “ma dai, tu stai bene con tutto” o “dai che sei bella lo stesso”. Sono carte da giocare in altri momenti.
segnali che hai scollinato e sei passato tra le file dei matusa
Speravo che questo momento arrivasse più tardi, invece..
Voglio picchiare fortissimo in testa ragazzina vicina di casa che ogni.santo.giorno all’ora di pranzo e di cena suona ad libitum “Io, Vagabondo”, “canzone per un’amica” e “uomini soli” con il pianoforte.
Non capisco i ragazzini che, a pochi passi da casa mia, stazionano tutto il giorno sui gradini delle scalette che mi portano in centro. Stanno li seduti, a far nulla. Si prendono tutto lo spazio e per passare mi devo esibire in mosse degne di twister.
Aspetto che qualcuno mi urti per strada e si scusi con “scusi, Signore” e la trasformazione sarà completa.
Hallgrìmur Helgason.
1637. Già. È come se avessi un calendario al polso. Ogni giorno la storia del genere umano. Cristo nasce a mezzanotte, l’impero romano crolla dopo un festino selvaggio, poi arrivano i vichinghi di primo mattino e cominciano a stuprare prima delle nove. Il telegiornare di mezzogiorno letto da un manoscritto, “grande incendio a Bergtorshvol la notte scorsa”, poi bisogna rimettersi in sesto dopo il pranzo, l’indolenza, la peste, le difficoltà, per svegliarsi nel 1506 a colpi di scalpello di Michelangelo. Il Rinascimento. Shakespeare che scrive di getto, deve consegnare alle quattro e un quarto. La storia del genere umano è una giornata lunghissima. La guerra dei trenta minuti. La guerra dei sei secondi. Una lunga giornata lavorativa. L’orologio segna quasi le sette quando Edison finalmente accende la lampadina. 1900: cena e telegiornale della sera. Siamo arrivati all’ora di cena nella storia del genere umano, anzi c’è chi ha appena finito di mangiare, sazio e riposato, e ha davanti un programma che non finisce mai. Tutti aspettano che scocchino le 2000.
10+ utili consigli per chi si avvicina a twitter
Ho notato che nell’ultimo periodo svariati miei conoscenti hanno cominciato ad utilizzare twitter. Sò con certezza che non è per la mia opera di evangelizzazione, sono più di due anni che ne parlo più o meno bene e le reazioni sono sempre state molto fredde. Qualcosa deve essere cambiato nell’ultimo periodo, tanto che mi farebbe piacere avere un feedback nei commenti su questo improvviso boom.
Ecco quindi che come feci con facebook l’anno scorso cerco di dare alcuni consigli a chi si avvicina per la prima vosta a questo strumento, sperando in un risultato migliore.
1 – Scegli una lingua in cui twittare e resta con quella (or, as you say, stick with it).
In molti cominciano twittando in inglese, per motivi spesso tra i più disparati e molto spesso, secondo me, sbagliati. Se questa è la tua scelta valuta attentamente i pro e i contro. “Fare rete” con le persone che ti circondano diventa difficile parlando un’altra lingua, specie se a queste persone rispondi in italiano. Il risultato è spesso un miscuglio di italiano e inglese che fa abbastanza pietà. Il mio consiglio è di twittare in italiano e in casi di estrema necessità (cioè quando quello che scrivi può interessare a non italiani) in inglese. Per farti un paragone, TUTTI i blogger italiani twittano in italiano. Abbiamo twittato in inglese, e neanche tutti, solamente per il terremoto in Abruzzo.
2 – Utilizza un client
I primissimi tweet partono sempre dal web, ed è normale. Ci si sta ambientando ed è meglio non fare confusione. Ma la potenza di twitter si raggiunge utilizzando un client per il proprio pc/mac e soprattutto per il proprio telefono cellulare.
I clienti twitter sono migliaia e funzionano su ogni sistema operativo, mi sento di consigliarne alcuni che ho provato personalmente:
Gwibber (solo per linux), tweetdeck (per windows, mac e linux, funziona attraverso il framework Adobe AIR), twikini per windows mobile, tweetdeck tweetie (iphone), twitterific (mac e iphone). (PS, non ho niente da consigliare per cellulari nokia con symbian, se mi lasciate una dritta nei commenti la aggiungo qui, grazie)
3 – Usa le mentions
se vuoi rivolgerti a qualcuno e vuoi essere sicuro che quel qualcuno legga cosa scrivi utilizza le mentions, cioè inserisci il simbolo @ seguito dal nome utente del destinatario, in quel modo quell’utente sarà notificato del fatto che ti stai rivolgendo a lui. Bada bene, twitter non è un chat, se vedi che il discorso va per le lunghe utilizza altri strumenti.
Per esempio se in un tweet scrivi @radel vuol dire che ti stai rivolgendo a me, io leggerò quello che scrivi anche se non ti seguo.
4 – Utilizza i direct messages
Se devi comunicare con i tuoi amici, soprattutto per comunicazioni private tipo “vieni da me?” “ci troviamo in piazza” utilizza i messaggi diretti, non le menzioni. Utilizzare i messaggi diretti è facile basta scrivere d nomeutente messaggio che vuoi inviare e quel tweet sarà visibile solo dall’interessato. Attenzione, anche in questo caso, twitter non è una chat, se vai oltre i 2 o 3 messaggi diretti considera l’opportunità di scambiare l’indirizzo di un instant messenger per velocizzare la conversazione.
5 – Prima di scrivere, leggi.
Impara a capire twitter dalle persone che stai seguendo, specie se lo stanno usando da più di te. Ci sono decine di account abbandonati con due o tre tweet ricorrenti tra cui “cerca di capire come funziona twitter”, “a me twitter pare una boiata”. Passa un po’ di tempo a cercare persone da seguire e a leggere cosa scrivono e come lo usano, diventerà tutto più chiaro. Il declino che sta avendo facebook in questi giorni è causato anche da questo, persone incapaci se ne sono impadronite usandolo selvaggiamente e rendendolo inutile, nonostante i richiami di chi c’era già da prima. Non contribuire a fare lo stesso con twitter, perchè mi incazzo e ti spezzo le gambe. A me twitter serve e vorrei tenermelo.
6 – Esci dalla logica degli amici e abbraccia quella dei following/followers.
Twitter non è un social network come gli altri in cui l’amicizia è una forma di relazione sincrona e simmetrica. Su twitter puoi seguire delle persone e farti seguire da altre completamente diverse, nessuno è obbligato a ricambiare un follow. E’ importante capire questo concetto, le persone che seguiamo sono tutte e sole di cui ci interessano i tweet. Ultimamente ho ricambiato il follow a dei conoscenti neo iscritti. L’ho fatto sulla fiducia, ma non ho assolutamente intenzione di continuare su questa via.
7 – Torna con i piedi per terra.
Se ti sei appena iscritto a twitter e hai negli occhi quello che succede in Iran grazie a twitter, o pensi di sfruttarlo come mezzo per fare una figata mai vista, pensando di essere avantissimo, siediti su una sedia e aspetta che ti passi. Non sei avanti, sei in ritardo di tre anni nel peggiore dei casi, di 6 mesi nel migliore. Sono certo che è possibile utilizzarlo in tanti modi che ancora non sono stati pensati, ma con testa. Ad ogni modo, per fare un paragone e farti tornare sulla terra, i più seguiti blogger italiani hanno qualche migliaio di followers. Quelli americani arrivano in certi casi a centinaia di migliaia. Nonostante questi numeri, questa gente che si sbatte e fa cose interessanti non conta una mazza rispetto a un pirla come Aston Kutcher che ha 2 milioni e passa di followers (è stato il primo a passare il milione, battendo in volata la CNN, tanto per dire eh).
8 – Non vincerai un ipod, un macbook o un iphone.
Ogni settimana c’è un contest. Se non è il mojito è il macbook, se non è il macbook è l’iphone. Si chiamano markette e a me fan cagare. Le sopporto per un po’ e poi uso l’unfollow. Sono un talebano in queste cose, e non sono il solo.
9 – Twittare è bene, twittare troppo no.
Moderazione. Trenta tweet compressi in un’ora non sono la stessa cosa che 50 tweet spalmati in una giornata. Cercate di moderarvi e trovare il giusto equilibrio. Le ore di punta su twitter sono la normalità, ma non invogliate nessuno a seguirvi intasandogli la timeline. Se vi viene il tweet compulsivo alla Lily Allen (che notoriamente non fa altro), state esagerando.
10 – Non seguire gente a casaccio sperando che ti ricambi.
È la prima tentazione, soprattuto quando hai pochi followers, quella di aggiungere un centinaio di persone sperando che ricambino il favore, è quello che fanno gli accounti di spam porno. La verità è che si finisce col seguire un sacco di gente inutile e di non avere nessun tipo di relazione. Credetemi, parlo per esperienza. Col tempo ho imparato a epurare la lista di chi seguo in base a quello che scrive, oggi sono attentissimo a ricambiare un follow. Fate il vostro e vedrete che piano piano cominceranno a seguirvi senza nemmeno chiederlo. Attenzione, non sto dicendo di non cercare gente nuova da seguire, ma semplicemente di scegliere con un criterio. C’è poca vita su twitter se seguite 30 persone, il bello arriva quando i numeri si fanno più consistenti.
11 – Se sei bravo in qualcosa, twittalo!
Se ne sai a pacchi di musica, parla di musica nei tuoi tweet. Se sei un artista parla d’arte. Dai un tocco di originalità se puoi. Molti di quelli che sono stati su twitter finora (ma per fortuna non tutti) sono nerd che parlano spesso di computer, linux, apple, iphone, nuovi gadget tecnologici e tariffe telefoniche (io compreso eh), una ventata di novità fa sempre bene.
12 – Non mollare dopo poco tempo.
In tanti cominciano ad usare twitter e poi mollano poco dopo, quasi sempre perchè non l’hanno capito. Il punto 5 è tuo amico.
Se hai trovato utile questo post, seguimi su twitter, scrivo un mucchio di cazzate anche li, tutti i giorni eh.
temi ricorrenti nelle cose che guardo, leggo, amo.
Attenzione, potreste incontrare spoiler sulle trame delle serie tv/film/libri seguenti: Matrix, Terminator, Battlestar galactica, Ritorno al futuro, Chuck, Harry Potter, Star Wars, I, Robot, Lost, Fringe. Assicuratevi, per le serie tv soprattutto, di essere aggiornati con le ultimissime puntate (ammerigane eh).
1) l’uomo costruisce macchine intelligenti, le macchine si ribellano e sterminano (o almeno ci provano) la razza umana.
Visto in: Terminator, Battlestar Galactica, Matrix, I, Robot (il film, che il libro parla di tutt’altro).
E’ strano come questo tema venga sempre trattato nello stesso modo, e cioè che per forza le macchine intelligenti devono sterminare la razza umana (c’è anche da dire che nessuno farebbe un film in cui le macchine sono carine gentili e non si incazzano mai). Mi piace molto il modo in cui BG e Matrix trattano e affrontano il problema, ponendo l’attenzione sul bisogno reciproco che hanno l’uomo e la macchina.
2) il cattivo di turno, nel tentativo di spazzare via qualsiasi residua minaccia, crea l’eroe che lo distruggerà.
Visto in: Terminator, Harry Potter, Matrix.
Ecco in questo Terminator è sublime. L’idea che una macchina sia mandata indietro nel tempo per uccidere la madre del capo della resistenza umana e che l’uomo mandato indietro per proteggerlo ne diventi il padre è formidabile. Geniale anche l’idea che Lord Voldemort tenti di uccidere Harry fallendo e fornendo al suo nemico alcune armi fondamentali come il parseltongue (il serpentese) e la connessione dei nuclei delle bacchette.
3) un personaggio tra gli antagonisti, che tu pensavi cattivo e stronzo, passa dall’altra parte e aiuta l’eroe a sconfiggere il cattivo di turno.
Visto in: Harry Potter, Battlestar Galactica, Star Wars.
Il tema è abbastanza ricorrente e anche molto banale a dirla tutta. Il migliore in questo ruolo è Darth Vader (in italiano, Lord Fener), gli altri sono tutti anni luce indietro. Menzione d’onore a Gaius Baltar di BG, fa il doppio, il triplo e il quadruplo gioco senza batter ciglio. Anche Severus Snape (Piton) in Harry Potter mi ha abbastanza fregato comunque.
4) Il viaggio nel tempo fa casini con genitori/figli.
Visto in: Terminator, Ritorno al Futuro, Futurama (dai, ci sta), Lost.
Posto che terminator è il numero uno in questo, è interessante come un tema molto trattato sia il paradosso di tornare indietro nel tempo e mettere in pericolo la propria stessa esistenza (l’esempio accademico è di uccidere il proprio nonno o cose simili). Ritorno al futuro basa l’intero primo capitolo della trilogia sulle possibili conseguenze. Se vi chiedete cosa c’entra Lost in tutto questo siete stati leggermente spoilerati sulla quinta serie, vi avevo avvertito.
5) Se due persone lavorano insieme una vita, una è buona, l’altra è cattiva e stronza. La prima finirà internata, la seconda farà i miliardi.
Visto in: Fringe, Chuck.
Walter Bishop e William Bell in Fringe calzano. Uno rinchiuso 17 anni in un ospedale psichiatrico. L’altro padrone della Massive Dynamics. In Chuck invece sono Steve Bartowski e Ted Roark a impersonare questi due personaggi.
[to be continued]
la morte ai tempi del social network.
ieri sera passeggiavo per Feltre con 3 amici, quando il cellulare ha cominciato a segnalare svariati tweet in arrivo. Controllo e scopro che Michael Jackson pare essere morto.
La prima reazione è quella di una ricerca di una conferma. Apro Opera Mini e controllo ansa.it, che lo da ancora per “ricoverato in ospedale”. Controllo la fonte originale, sovraccarica. Controllo Cnn, sovraccarico.
Su twitter il tam tam continua anche se in molti sono prudenti e cercano conferme mentre i trending topics diventano abbastanza eloquenti. La notizia comincia ad essere ripresa dai giornali online (Repubblica, e qui il discorso del controllo delle fonti da parte dei giornali casca con un tonfo sordo) mentre altri rimangono cauti (LA Times).
Poi tutti cominciano a confermare. La rete è arrivata prima anche stavolta, pur prendendosi il rischio di una notizia non confermata.
A pareggiare il conto e a riportarci con i piedi per terra arrivano un paio di scherzi inutili che danno Jeff Goldblum (e poi Harrison Ford) per morti in un incidente.
Mi pare chiaro che l’informazione in rete debba ancora fare molta strada e che forse si sarebbe bisogno di un senso di responsabilità maggiore da parte di chi ha molto seguito, se non altro per non dare una eco maggiore a “notizie che non lo sono”. Certo è che la strada al momento pare quella giusta.








